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Sintesi.
     
Alla  fine  della  seconda guerra mondiale l'Italia versava  in  gravi
condizioni economiche. La crisi produttiva generalizzata provocava una
vasta  disoccupazione e rendeva problematico l'approvvigionamento  dei
generi di prima necessit. Le conseguenti misere condizioni di vita di
gran parte della popolazione, cui si univano gli effetti di una guerra
civile  appena  terminata,  erano causa di elevata  tensione  sociale.
Nelle  regioni  centro-settentrionali  l'esperienza  della  lotta   di
liberazione  aveva  diffuso l'aspettativa di  profonde  trasformazioni
politiche  e  civili. Nel sud l'occupazione alleata  e  l'attaccamento
popolare  alla  monarchia non avevano consentito  mutamenti  politico-
sociali.  In  Sicilia  aveva ripreso vigore il movimento  separatista,
legato agli interessi dei latifondisti e della mafia.  (Paragrafo 1).
I  rapporti  politici  erano caratterizzati dal  ruolo  dominante  dei
partiti  di massa, ossia della democrazia cristiana (DC), del  partito
socialista di unit proletaria (PSIUP) e del partito comunista  (PCI),
che  alle elezioni del 2 giugno 1946 raccolsero complessivamente i tre
quarti  dei  voti. La collocazione dell'Italia nella zona  d'influenza
anglo-americana incider sulla politica interna ed estera.  (Paragrafo
2).
Il primo governo dell'Italia liberata, composto da tutti i partiti del
CLN  e presieduto dall'esponente del partito d'azione Ferruccio Parri,
ebbe  vita  breve  a causa dei contrasti tra le forze  progressiste  e
quelle conservatrici. Il successivo governo, presieduto dal segretario
della DC Alcide De Gasperi, avvi una politica interna ed economica di
orientamento moderato. Il 2 giugno 1946 le elezioni per il  referendum
istituzionale  segnarono  il  successo della  repubblica,  quelle  per
l'assemblea costituente assegnarono alla DC il 35,2% dei voti, seguita
dal PSIUP (20,7%) e dal PCI (19%).  (Paragrafo 3).
Dopo  le elezioni del 2 giugno 1946 la collaborazione tra la DC  e  le
sinistre  venne  mantenuta,  nonostante  le  profonde  divergenze   in
politica economica ed estera e bench fosse osteggiata dal Vaticano  e
mal  vista dagli Stati Uniti. Nel maggio del 1947, per, dopo la firma
dei   trattati  di  pace  e  l'approvazione  dell'articolo   7   della
Costituzione,  l'accordo  venne meno e si  form  un  nuovo  esecutivo
interamente  composto  da democristiani, eccetto  due  liberali  e  un
indipendente.  Per  risanare  l'economia venne  attuata  una  politica
deflazionistica,   basata   sulla   restrizione   dei   crediti,   sul
contenimento della spesa pubblica e

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sull'aumento  delle  tariffe, che produsse un effettivo  miglioramento
della  situazione finanziaria, ma provoc anche un peggioramento della
condizioni  di  vita  della classi popolari. La  conseguente  tensione
sociale  caus problemi di ordine pubblico, che furono affrontati  con
il  ricorso  a  misure  repressive dal ministro  degli  interni  Mario
Scelba.  (Paragrafo 4).
Il  22  dicembre  1947  venne  approvato  il  testo  definitivo  della
Costituzione, frutto dello sforzo compiuto dalle varie forze politiche
per  conciliare  le  loro  differenti ideologie.  Tale  unitariet  di
intenti, per, non corrispondeva alla effettiva realt politica, ormai
caratterizzata  da  profondi contrasti, per  cui  alcune  qualificanti
norme  costituzionali  restarono a lungo  inapplicate.  L'unit  delle
forze antifasciste si ruppe definitivamente nell'aprile del 1948,  con
le  elezioni del primo parlamento repubblicano, che si svolsero in  un
clima di scontro frontale tra PCI e PSI, uniti nel "fronte democratico
popolare", e forze moderate, guidate dalla DC. Queste ultime ottennero
una schiacciante maggioranza.  (Paragrafo 5).
Vinte  le  elezioni del 1948, De Gasperi form un governo sorretto  da
una  coalizione definita "centrista", in quanto formata  da  DC,  PLI,
PSLI  e  PRI.  L'ampia  maggioranza parlamentare favor  la  stabilit
politica,  bench  esistessero  differenti  orientamenti  di  politica
economica  tra  i partiti della coalizione. La tensione sociale  rest
comunque elevata; nel luglio del 1948 un attentato al leader  del  PCI
Palmiro  Togliatti scaten un'ondata di protesta che  port  il  paese
sull'orlo della guerra civile. All'interno della CGIL i contrasti  tra
le  varie  componenti portarono alla scissione e  alla  formazione  di
altri  due  raggruppamenti  sindacali: i  democristiani  fondarono  la
confederazione   italiana  sindacati  lavoratori  (CISL),   mentre   i
repubblicani  e  i socialdemocratici dettero vita all'unione  italiana
del lavoro (UIL).  (Paragrafo 6).
La politica economica dei governi centristi cerc di combinare libert
d'impresa  e  intervento  dello stato. Condizioni  di  favore  vennero
assicurate  ai settori meccanico, metallurgico, chimico ed  elettrico,
ritenuti  trainanti.  La  necessit  di  alloggi,  determinata   dalle
distruzioni  belliche e dalle migrazioni interne,  favor  la  ripresa
dell'edilizia,  che in molte aree ebbe uno sviluppo incontrollato.  Il
governo  intervenne soprattutto in campo monetario e finanziario,  per
arrestare  l'inflazione  e risanare il bilancio  dello  stato,  e  nei
settori siderurgico ed energetico.  (Paragrafo 7).
Per   attenuare   la  disoccupazione,  affrontare  la  carenza   delle
abitazioni   e  l'arretratezza  delle  regioni  meridionali,   vennero
adottati   provvedimenti  di  varia  portata.  La   riforma   agraria,
sollecitata  da  un crescente movimento di protesta, produsse  qualche
limitato   miglioramento;  la  Cassa  per  il  Mezzogiorno   cur   la
costruzione di infrastrutture e cerc di promuovere lo sviluppo  delle
aree depresse. La revisione del sistema tributario garant un maggiore
reddito, ma non riusc a debellare la piaga dell'evasione fiscale.
La   ripresa  economica,  soddisfacente  sul  piano  quantitativo,  fu
accompagnata da squilibri tra i vari settori produttivi e tra  regioni
pi  e  meno sviluppate; da quelle meridionali, rimaste in gran  parte
escluse dalla crescita, inizi una massiccia emigrazione verso il nord
e l'Europa centrale. (Paragrafo 8).
Il   disagio   degli   strati   pi   poveri   della   popolazione   e
l'insoddisfazione  delle  masse operaie  e  contadine,  sostenute  dai
partiti di sinistra e dalla CGIL, causarono una serie di scioperi e di
manifestazioni   di  piazza,  che  il  ministro  degli   interni,   il
democristiano  Mario  Scelba, affront con  decisione,  potenziando  i
mezzi a disposizione delle forze dell'ordine.
Le  principali  scelte di politica estera furono l'adesione  al  Patto
atlantico,  duramente  contrastata da socialisti  e  comunisti,  e  la
partecipazione alle iniziative per l'integrazione europea.  (Paragrafo
9).
Alle  elezioni  del  1953  i  partiti della coalizione  centrista  non
ottennero  i  voti necessari per guadagnare il premio  di  maggioranza
previsto   dalla   nuova   legge  elettorale,   varata   prima   della
consultazione,  nonostante la dura opposizione delle sinistre  che  la
definirono  "legge truffa". Segu pertanto un periodo di  instabilit,
nel corso del quale, all'interno della DC, guidata da Amintore Fanfani
dopo  la  morte  di  Alcide  De Gasperi, si  diffuse  un  orientamento
favorevole  ad  un'apertura verso i socialisti. Questi  nel  frattempo
stavano prendendo le distanze dal partito comunista, a causa anche dei
contrasti  insorti  dopo le vicende verificatesi nel  1956  in  Europa
orientale.   (Paragrafo 10).
Nonostante  l'instabilit politica, tra il 1953  e  il  1958,  vennero
poste  le  basi  per una rapida espansione economica. Questa  fu  resa
possibile  da  vari  fattori: la disponibilit di manodopera  a  basso
costo  in  seguito alla disoccupazione e alle migrazioni  interne,  la
relativa  stabilit monetaria, la disponibilit di  capitali  per  gli
investimenti e il sostegno dello stato.

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Importanti  mete  vennero raggiunte nel processo di  attuazione  della
costituzione,   con  l'insediamento  della  corte   costituzionale   e
l'istituzione del consiglio superiore della magistratura.
Per quanto concerne la politica estera, venne finalmente raggiunto  un
accordo  con  la  Iugoslavia sulla questione di Trieste,  l'Italia  fu
ammessa  all'ONU e sottoscrisse i trattati istitutivi  della  comunit
economica europea (CEE) e della comunit europea per l'energia atomica
(EURATOM). (Paragrafo 11).
